Sacco filtrante per microplastiche nelle acque meteoriche, 70 µm
Ritenzione più fine dove nasce l’abrasione
Su superfici stradali, di parcheggio e logistiche si produce di continuo materiale fine: abrasione di pneumatici e freni, particelle di manto stradale, abrasione di facciate e coperture, frammenti di plastica. Gran parte viene dilavata dalla pioggia e finisce attraverso le caditoie in fognatura o nell’infiltrazione.
Come filtro per microplastiche nella caditoia questo sacco interviene esattamente in quel punto, vicino alla sorgente e dentro il cestello dello scarico Scopri di più. Con una finezza nominale di 70 micrometri trattiene particelle nettamente più fini rispetto al filtro generale da 100 µm Scopri di più ed è quindi la versione per superfici in cui conta la frazione fine.
Una precisazione necessaria, perché il termine è usato in modi molto diversi: questo non è un filtro per l’acqua della lavatrice e non è un filtro per acqua potabile o per l’impianto domestico. È un filtro per microplastiche nelle acque meteoriche di superfici carrabili, e nient’altro.
Che cosa fanno 70 µm e che cosa non fanno
Questo inquadramento è importante, perché il tema delle microplastiche porta con sé molte aspettative.
Il sacco trattiene le particelle sopra il suo limite di ritenzione. Le microplastiche però sono per definizione tutto ciò che sta sotto i cinque millimetri, e una parte consistente sta ben al di sotto dei 70 micrometri. Quella frazione attraversa il tessuto. Una ritenzione completa delle microplastiche non è raggiungibile con questo prodotto e noi non la affermiamo.
Allo stesso modo il sacco non rimuove le sostanze disciolte. Metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici sono presenti nel deflusso stradale sia disciolti sia legati alle particelle. La quota legata alle particelle può essere trattenuta insieme ai solidi, quella disciolta no. Da questo non si ricava alcuna percentuale di efficacia, perché il rapporto dipende da superficie, traffico e meteo.
Quello che resta è un’affermazione solida: il sacco riduce l’uscita di solidi dallo scarico nell’intervallo sopra il suo limite di ritenzione. Per molti gestori è una misura sensata, vicina alla sorgente e relativamente semplice.
Inquadramento normativo, senza scorciatoie
In Italia la disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e delle acque di prima pioggia è regionale e si fonda sull’articolo 113 del D.Lgs. 152/2006. Questo sacco non è verificato né certificato secondo alcuna di queste discipline, e nemmeno secondo le regole tecniche tedesche a cui il mercato di lingua tedesca fa riferimento.
Quello che è vero: una ritenzione dei solidi vicina alla sorgente può essere parte di un piano di misure. Se un determinato impianto soddisfi i requisiti lo decide la valutazione complessiva di superficie, carico, stadi di trattamento e gestione.Questa valutazione la fa il progettista.
Misure e varianti
Il sacco è disponibile in più lunghezze da 0,49 a 0,84 metri, adatte ai cestelli delle forme A4, B1, C3 e D1 e ai pozzetti da cortile. La larghezza di apertura è compresa tra 0,64 e 0,645 metri.
| Caratteristica | Valore |
|---|
| Materiale | feltro agugliato in polipropilene, due strati |
| Finezza | nominale 70 µm |
| Lunghezza | 0,49–0,84 m secondo la variante |
| Larghezza di apertura | 0,64–0,645 m |
| Peso | ca. 0,20 kg |
| Permeabilità del materiale | 120 l/s/m² con 100 mm di colonna d’acqua |
| Unità di vendita | pezzo |
| Adatto a | forme A4, B1, C3, D1 e pozzetti da cortile |
Per individuare la variante giusta ci servono la forma e le misure interne del Suo cestello.Se il cestello stesso deve essere sostituito, l’alternativa è un sistema di ritenzione completo con secchio e filtro premontato.
Tenere d’occhio l’idraulica
Un tessuto più fine si carica più in fretta di uno più grossolano. A 70 µm il ciclo di controllo è quindi più importante che a 100 µm, soprattutto su superfici con forte apporto di sedimento.
In pratica significa che il sacco ha bisogno di un ritmo di manutenzione documentato e adatto alla superficie. Dove uno scarico viene comunque pulito con regolarità, il cambio si aggancia a quel giro. Dove non è così, la manutenzione va pianificata da capo, altrimenti la misura lavora contro la capacità di deflusso.
Domande frequenti sul filtro per microplastiche
Le domande arrivano soprattutto da comuni, cantieri comunali e progettisti e riguardano efficacia, norme e manutenzione.
Trattiene tutte le microplastiche?
No. Trattiene le particelle sopra il limite di ritenzione di 70 µm nominali. Gran parte delle microplastiche nel deflusso stradale è più piccola e attraversa il tessuto. Il sacco riduce l’uscita di solidi, non elimina le microplastiche.
Trattiene anche metalli pesanti e IPA?
Solo nella misura in cui queste sostanze sono legate a particelle trattenute. Le quote disciolte passano. Una percentuale di efficacia presuppone una misurazione sul singolo impianto.
È conforme alla disciplina sulle acque di prima pioggia?
Quale variante è adatta al mio scarico?
Determinanti sono la forma e le misure interne del cestello. Sono disponibili versioni per A4, B1, C3, D1 e pozzetti da cortile. Ci indichi tipo e misure oppure ci mandi una foto con un metro, e assegniamo la variante Scopri di più.
Ogni quanto va sostituito?
Più spesso di un filtro da 100 µm sulla stessa superficie, perché il tessuto più fine si carica prima. Un intervallo in settimane non è indicabile in generale. È sensato controllare da vicino nel primo anno e ricavarne il ciclo per quella superficie.
È un filtro per la lavatrice o per l’acqua potabile?
No. Questo prodotto è fatto esclusivamente per i cestelli delle caditoie stradali e di cortile. Per lavatrici e per acqua potabile valgono requisiti completamente diversi, che questo prodotto non soddisfa.