Fanghi di perforazione, trivellazione e carotaggio: disidratare prima del trasporto

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Aggiornato: agosto 2026Tempo di lettura: ca. 8 minuti

Di quale fango stiamo parlando

Fanghi di perforazione e fanghi di trivellazione sono, in italiano, due nomi per la stessa cosa, e il secondo è altrettanto diffuso del primo. In entrambi i casi si intende la miscela di acqua e polvere minerale che nasce quando si perfora raffreddando ad acqua.

Qui parliamo di lavori in pietra, calcestruzzo e muratura: carotaggi in edilizia, perforazioni in cava, fori per ancoraggi, prove su strutture. Il fango che ne esce è minerale, la parte solida è polvere di roccia o di cemento, e l’acqua è quella di raffreddamento.

Non parliamo delle grandi perforazioni con fluidi a base olio o con additivi chimici. Quei fluidi possono contenere componenti che il polipropilene non tollera o che rendono la separazione dei solidi un problema diverso. Se il Suo fluido rientra in questa categoria, lo esaminiamo caso per caso prima di consigliare una taglia Scopri di più.

Perché conviene disidratare prima del trasporto

Un fango di perforazione è per la maggior parte acqua. L’acqua è pesante, occupa volume e nel trasporto e nello smaltimento si paga esattamente come il solido. Chi separa la parte liquida sul posto riduce la massa da portare via.

Il trattamento dei fanghi di perforazione, inteso in senso ampio, comprende molto di più: raccolta, eventuale condizionamento, separazione, caratterizzazione e smaltimento. Lo stesso vale per il trattamento dei fanghi di trivellazione. Il sacco filtrante copre un passaggio di questa catena, la separazione solido-liquido per gravità: la filtrazione dei fanghi di perforazione avviene senza pressione e senza energia. Quello che resta nel sacco va comunque caratterizzato e affidato a un’impresa autorizzata; la disidratazione cambia la massa, non la classificazione.

Disidratazione dei fanghi di carotaggio in cantiere

Il carotaggio è il caso più frequente, e ha caratteristiche proprie. Le quantità sono contenute e arrivano a lotti, l’acqua di raffreddamento viene spesso raccolta con un aspiratore, e il posto di lavoro cambia di continuo.

Per questo motivo la disidratazione dei fanghi di carotaggio, e con essa la filtrazione dei fanghi di carotaggio in cantiere, funziona bene con le taglie piccole. Una mattinata di fori produce di rado più di un centinaio di litri di miscela, quantità che la taglia M da 0,125 m³ regge Scopri di più. Il sacco si posiziona dove il fango cade, si riempie dall’aspiratore o dal secchio e viene prelevato a fine turno.

Due accorgimenti pratici. Il fondo deve essere piano anche in cantiere, quindi un bancale o una lastra fanno la differenza. E il filtrato va raccolto, perché un fango di carotaggio non è acqua pulita: contiene finissimi in sospensione e, con il calcestruzzo, un pH elevato.

Sacco filtrante per fanghi di perforazione: quale taglia

SituazionePunto di partenza
Carotaggi occasionali, poche decine di litritaglia M
Cantiere con perforazioni regolaritaglia L, classe 600 o 900 kg
Cava o lavoro continuativo su rocciataglia XL o XXL, classe 900 kg
Pozzetto o vasca con altezza limitataversione a basso profilo

La polvere di roccia è pesante. Con densità intorno a 1,5 t/m³ dopo la disidratazione, un sacco da 0,8 m³ pieno supera abbondantemente i 900 chilogrammi: il limite arriva dal carico, non dal volume.Il calcolo è nella guida alle taglie.

Fanghi bentonitici: perché servono prove

La bentonite è un caso a parte. È un’argilla che rigonfia a contatto con l’acqua e forma un gel: è esattamente la proprietà per cui viene usata come fluido di perforazione, e per la disidratazione è la proprietà peggiore possibile.

La disidratazione dei fanghi bentonitici è quindi un caso da valutare, non una routine. Un fango bentonitico non condizionato cede acqua molto lentamente, indipendentemente dal mezzo filtrante. Con un condizionamento adatto, di regola un polielettrolita, il comportamento cambia in modo netto. Quale prodotto e quale dosaggio funzionino dipende dal fango e va determinato con prove; il condizionamento non è parte della nostra fornitura.

Per questo motivo, sui fanghi bentonitici, non indichiamo tempi e non promettiamo risultati. Consigliamo una prova con un singolo sacco e una carica reale, ed è la base di pianificazione più affidabile che esista.

Domande frequenti sui fanghi di perforazione

Serve un attacco per il tubo della pompa?

I nostri sacchi standard sono aperti in alto e non hanno un attacco fisso. Il tubo si posa nel sacco.Se ha bisogno di un attacco definito, è un caso da confezione su misura.

Quanto dura la disidratazione di un fango di perforazione?

Non lo indichiamo. Con polvere di roccia grossolana può essere questione di ore, con una frazione fine molto più a lungo.Le grandezze che decidono sono spiegate nella guida di processo.

Il filtrato può essere scaricato?

Non senza verifica. Contiene finissimi in sospensione e, con perforazioni nel calcestruzzo, ha un pH elevato. La valutazione spetta al gestore e alle prescrizioni locali.

Il sacco resiste alla polvere di roccia abrasiva?

Il geotessile da 200 g/m² e circa 2,0 millimetri viene impiegato correntemente su questi materiali. È robusto, ma non resistente al taglio: dove sono probabili frammenti spigolosi conviene una separazione grossolana a monte.

WINKLER ritira i fanghi disidratati?

No. Produciamo mezzi filtranti tessili. Trasporto e smaltimento spettano all’impresa autorizzata incaricata dal produttore del rifiuto.