Disidratazione dei fanghi di depurazione in piccoli impianti: quando il sacco filtrante è la scelta giusta
Quando una pressa non si ripaga
Nei grandi depuratori la disidratazione dei fanghi è un lavoro da macchine. Centrifughe, presse a coclea e filtropresse lavorano in servizio continuo, sono dimensionate per una portata costante e si ammortizzano sulla quantità.
Ci sono però molte situazioni in cui queste condizioni mancano. Impianti a fanghi attivi di piccola taglia con estrazione periodica. Depuratori aziendali, di campeggi, alberghi e complessi residenziali. Impianti comunali in cui va disidratato un flusso secondario o una quantità straordinaria. Impianti in cui la pressa è ferma per una settimana e il fango continua ad arrivare.
In questi casi la domanda non è quale macchina sia la migliore, ma che cosa si fa quando una macchina non c’è. La disidratazione con sacchi filtranti è una risposta praticabile.
Come si svolge la disidratazione dei fanghi di depurazione nel sacco
Il fango viene pompato dal pozzetto di estrazione o dal serbatoio di accumulo in un sacco filtrante autoportante Scopri di più. Il sacco sta su un fondo pavimentato, sopra una raccolta per il filtrato. L’acqua esce dalla superficie tessile, il solido resta e si compatta nel tempo. Sacchi drenanti per fanghi di depurazione e sacchi filtranti per fanghi di depurazione sono in questo contesto la stessa cosa: quello che conta è il materiale e la taglia, non la parola.
La disidratazione dei fanghi delle acque reflue non si limita del resto ai depuratori civili. Anche nelle aziende con impianto di trattamento proprio la filtrazione dei fanghi delle acque reflue segue lo stesso schema, e un sacco filtrante per acque reflue cariche di solidi lavora esattamente come quello dei fanghi minerali.
Poiché il sacco è aperto in alto e non ha un attacco fisso, si riempie con la pompa già presente. Non serve alcuna modifica dell’impianto, ma servono un posto adatto e una destinazione chiarita per il filtrato.
Dopo una disidratazione sufficiente il sacco viene sollevato dalle fasce e avviato a recupero o smaltimento insieme al contenuto.
Il condizionamento conta più del tessuto filtrante
È il punto più importante con i fanghi di depurazione, ed è quello che viene sottovalutato più spesso. Un fango biologico è fatto in gran parte di fiocchi organici fini che legano acqua. Non condizionato, cede acqua molto lentamente, e questo vale qualunque mezzo filtrante si usi.
Con un condizionamento adatto, di regola un polielettrolita, il comportamento cambia in modo netto: i fiocchi diventano più grandi e più stabili, si forma un pannello più permeabile e l’acqua trova una strada. Se una disidratazione a sacco non funziona, nella nostra esperienza la causa è più spesso il condizionamento che il sacco.
Quale prodotto in quale dosaggio sia adatto dipende dal fango ed è competenza del gestore o del fornitore chimico. Il mezzo filtrante lo forniamo noi, la chimica di processo viene da monte.
Che cosa fa e che cosa non fa la disidratazione per gravità
La secchezza raggiungibile e la durata dipendono dal fango, dal condizionamento e dal tempo di sosta e non sono indicabili in generale. Quello che si può dire:
La disidratazione per gravità toglie l’acqua libera e quella legata debolmente. Non raggiunge i valori di un processo sotto pressione, perché non si genera pressione. Il vantaggio non sta nel risultato per singolo lotto, ma nel fatto che non serve tenere in casa nessun impianto.
Fin dove arrivi nel Suo caso lo chiarisce nel modo più rapido un singolo sacco: riempirlo con un lotto reale, annotare il tempo di sosta, pesare il sacco, estrapolare sulla quantità annua. Questa misura sostituisce qualsiasi indicazione generale.
Quale sacco filtrante per fanghi di depurazione
La scelta dipende in primo luogo dalla quantità per estrazione.
| Quantità per estrazione | Punto di partenza |
|---|---|
| fino a circa 100 litri | taglia M da 0,125 m³ |
| da 100 a 400 litri | taglia L da 0,5 m³ |
| da 400 a 700 litri | taglia XL da 0,8 m³, se l’altezza lo consente |
| oltre 700 litri | taglia XXL da 1,25 m³ oppure più sacchi |
Con i fanghi di depurazione la densità dopo la disidratazione resta di regola nettamente sotto quella dei fanghi minerali, quindi il carico è meno spesso il fattore limitante rispetto al volume. Vale comunque la regola: pesare una volta è meglio che stimare tre volte.I percorsi di calcolo sono nella guida alle taglie.
Se ha già un disidratatore a sacchi
Molti impianti italiani lavorano con un disidratatore a sacchi filtranti o con un insaccafanghi: una stazione con telaio, alloggiamenti e vasca di raccolta, in cui i sacchi vengono riempiti a rotazione. Chi gestisce un disidratatore a sacchi per fanghi di depurazione, o più in generale un disidratatore di fanghi di depurazione, non ha bisogno di un impianto nuovo: ha bisogno del sacco giusto.
Confezioniamo sacchi di ricambio sulle quote reali dell’alloggiamento, anche per impianti di altri costruttori. Ci servono la misura interna, il tipo di fissaggio o di aggancio e, se possibile, una foto o un sacco usato come campione Scopri di più. Quello che non forniamo è la stazione: telaio, vasca e dosaggio restano del costruttore dell’impianto.
Quando è meglio restare sulla macchina
Con arrivo continuo durante la giornata. Con valori di secchezza imposti da contratto o da normativa. Con quantità giornaliere dell’ordine dei metri cubi. Con mancanza di spazio per il tempo di sosta dei sacchi.
In questi casi la disidratazione a sacco è al massimo un’integrazione per i fermi impianto e per i flussi secondari, non un sostituto.Per la valutazione di un processo concreto è disponibile la consulenza per la filtrazione industriale.
Domande frequenti sulla disidratazione dei fanghi di depurazione
Emana odori?
Il fango di depurazione ha odore, e la disidratazione cambia poco. Con tempi di sosta lunghi e clima caldo l’odore può accentuarsi. Un posto coperto o riparato e tempi di sosta brevi aiutano. Con vicinato sensibile questo punto va messo nella pianificazione.
Il filtrato può tornare in impianto?
In molti casi il ricircolo in testa impianto è la strada più naturale, perché il filtrato è caricato organicamente. Se e come sia possibile nel Suo impianto lo decide il gestore in base al carico idraulico e di sostanza.
Quanto deve restare fermo un sacco?
Dipende dal fango e dal condizionamento;la guida di processo spiega le grandezze in gioco. Preveda il posto con generosità, per non dover prelevare sotto pressione di tempo.
I sacchi vanno bene per il fango digerito?
Un fango digerito disidrata di regola meglio di uno fresco. In modo vincolante lo dice però solo una prova con il Suo materiale.
E la classificazione del rifiuto?
Sacco e contenuto vengono smaltiti insieme. Come vada classificato e recuperato il fango disidratato dipende dalle prescrizioni vigenti e dalle analisi del Suo impianto. Il gestore lo concorda con l’impresa autorizzata.




