Boiacca cementizia, acque di lavaggio delle betoniere e fanghi di marmo: separare i solidi
Tre materiali, un problema comune
Tagliare, carotare, levigare e lavare il calcestruzzo produce un’acqua carica di finissimi minerali. Il lavaggio delle betoniere e delle canale di scarico produce lo stesso tipo di miscela in quantità maggiori. E la lavorazione del marmo e delle pietre naturali produce, con l’acqua di raffreddamento di seghe, filo diamantato e lucidatrici, un fango che dal punto di vista della filtrazione si comporta in modo simile.
In tutti e tre i casi il compito è lo stesso: i solidi devono restare in un contenitore e l’acqua deve uscire. Il sacco filtrante fa esattamente questo passaggio, e solo quello. Il trattamento delle acque di lavaggio del calcestruzzo, inteso come catena completa con neutralizzazione, ricircolo e recupero degli inerti, comprende altri passaggi che non forniamo. Lo stesso vale per il trattamento della boiacca cementizia e per la disidratazione dei fanghi di cemento in senso ampio: noi copriamo la separazione dei solidi.
Boiacca cementizia: perché è un caso particolare
La boiacca cementizia è la miscela finissima di cemento e acqua che si forma quando si taglia, si leviga o si lava. Le particelle sono piccole e piatte, tendono a depositarsi in strato compatto e chiudono il tessuto più in fretta di un fango sabbioso.
Due conseguenze pratiche. La superficie filtrante conta più del volume: con la boiacca conviene spesso usare due sacchi più piccoli anziché uno grande, perché il pannello si distribuisce meglio. E il tempo di sosta è più lungo che con un fango a grana grossa, quindi va previsto lo spazio.
Un sacco filtrante per boiacca cementizia non è un prodotto a sé:è il geotessile da 200 g/m² delle taglie standard. Quello che cambia è la scelta della taglia e la disponibilità di spazio.
Il pH resta quello che era
È il punto che decide se il filtrato può andare da qualche parte, ed è anche quello che il sacco non cambia. L’acqua di lavaggio del calcestruzzo è fortemente alcalina. Il sacco separa i solidi; il pH del filtrato resta praticamente quello dell’acqua in ingresso.
Ne segue che il filtrato non è idoneo allo scarico solo perché è limpido. Se serva neutralizzazione, ricircolo o smaltimento come acqua reflua lo stabiliscono il gestore e le prescrizioni locali. Chi progetta un ciclo di lavaggio dovrebbe chiarire questo punto prima di scegliere la taglia del sacco, non dopo.
Filtrazione delle acque di lavaggio delle betoniere
Il lavaggio dell’autobetoniera, della canala e della tramoggia produce, a ogni turno, una quantità d’acqua molto maggiore di quella del taglio. Qui la disidratazione ha un altro scopo: non tanto smaltire un fango, quanto togliere i solidi da un’acqua che si vuole raccogliere o ricircolare.
Il trattamento delle acque di lavaggio delle betoniere comincia quindi con la separazione, e il percorso pratico è quasi sempre lo stesso. L’acqua di lavaggio arriva in una vasca di decantazione, il fango decantato viene ripreso con una pompa e mandato nel sacco. La disidratazione dei fanghi di calcestruzzo avviene poi per gravità, senza pressione e senza energia. Poiché il sacco è aperto in alto e non ha un attacco fisso, si riempie con la pompa già presente e non richiede alcuna modifica dell’impianto. Anche la filtrazione dei fanghi di calcestruzzo in un ciclo chiuso segue lo stesso schema.
Per la filtrazione delle acque di lavaggio delle betoniere le taglie utili partono dalla L.Con quantità regolari il XXL riduce il numero di allestimenti e prelievi. Il fattore limitante resta la massa: la densità dei fanghi cementizi dopo la disidratazione sta di regola fra 1,3 e 1,6 t/m³, quindi la classe da 900 chilogrammi è la scelta corrente e l’altezza di riempimento va comunque controllata Scopri di più.
Fanghi da lavorazione del marmo e della pietra naturale
Nei laboratori di marmo, granito e pietra naturale l’acqua serve a raffreddare e a legare la polvere. Quello che torna indietro è un fango fine di polvere di pietra, con caratteristiche che dipendono molto dal materiale: il marmo dà un fango chiaro e molto fine, il granito uno più abrasivo, e nei materiali compositi si aggiungono resine.
Per la disidratazione dei fanghi di marmo valgono le stesse regole della boiacca, con due differenze. La densità è alta, spesso sopra 1,5 t/m³ dopo la disidratazione, quindi il carico è quasi sempre il limite e non il volume. E il materiale può essere abrasivo: il geotessile da 200 g/m² e circa 2,0 millimetri di spessore è robusto, ma non è resistente al taglio. Dove è probabile la presenza di frammenti spigolosi conviene una separazione grossolana a monte.
Chi cerca sacchi filtranti per fanghi di marmo o sacconi filtranti per fanghi di marmo trova sul mercato italiano spesso prodotti descritti come big bag. Vale quanto detto altrove: la forma si assomiglia, la funzione no. Il nostro sacco è un mezzo filtrante e il carico indicato è un dato del costruttore, non un carico certificato.
Quale taglia per quale quantità
| Situazione | Punto di partenza |
|---|---|
| Taglio e carotaggio occasionali, poche decine di litri | taglia M |
| Laboratorio di pietra o cantiere con ciclo regolare | taglia L, classe 900 kg |
| Lavaggio betoniere in centrale di betonaggio | taglia XL o XXL, classe 900 kg |
| Vasca esistente con altezza limitata | versione a basso profilo |
Con i fanghi minerali il carico raggiunge il limite prima del volume. Le indicazioni di densità e il calcolo completo sono nella guida alle taglie.
Domande frequenti su calcestruzzo, boiacca e pietra
Il filtrato può essere riutilizzato per il lavaggio?
In molte aziende sì, ed è il percorso più sensato, perché l’acqua torna nel ciclo invece di essere scaricata. Che sia possibile dipende dal contenuto residuo di finissimi e dal pH, e la decisione spetta al gestore.
Il sacco sostituisce una vasca di decantazione?
No, e nella maggior parte dei casi conviene combinarli. La vasca toglie la parte grossolana e riduce il carico sul sacco; il sacco toglie l’acqua dal fango decantato e lo rende movimentabile.
I fanghi di marmo intasano il sacco più in fretta?
Tendenzialmente sì, perché la polvere di pietra è molto fine. Conviene quindi più superficie filtrante, cioè più sacchi o una taglia con base maggiore, e un tempo di sosta più lungo.
Il sacco resiste all’alcalinità dell’acqua di calcestruzzo?
Il polipropilene viene impiegato correntemente in questo ambito. Una resistenza generale a tutti i fluidi non la dichiariamo: ci indichi il fluido, la concentrazione, la temperatura e il tempo di contatto e verifichiamo il caso specifico Scopri di più.
WINKLER si occupa anche dello smaltimento?
No. Siamo produttori di mezzi filtranti tessili. Trasporto, recupero e smaltimento spettano alla Sua impresa autorizzata.




