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Prevenire le dispersioni di pellet e granuli di plastica: misure e quadro normativo

Prevenire le dispersioni di pellet e granuli di plastica: misure e quadro normativo

Guida & conoscenze

Dove il granulato si perde davvero

Pellet loss suona come un evento di grandi dimensioni. In pratica è la somma di molti piccoli. Una manciata durante l’aggancio dell’autosilo. Un residuo nel big bag che cade fuori durante lo svuotamento. Materiale rovesciato alla stazione di insacco che la scopa raccoglie solo in parte. Materiale che durante la pulizia dell’impianto finisce nello scarico del cortile.

Queste perdite sono singolarmente poco appariscenti e nella somma rilevanti. La prevenzione della dispersione di granuli di plastica parte quindi dalle piccole quantità e non dall’evento raro. E hanno una caratteristica comune: diventano visibili solo con la pioggia successiva, quando il granulato viene trasportato dal drenaggio superficiale.

Il percorso delle misure ha tre livelli

Una ritenzione efficace è un insieme. L’ordine non è indifferente.

Livello 1: evitare all’origine. Attacchi a tenuta, vasche di raccolta sotto i punti di travaso, percorsi di trasporto chiusi, svuotamento pulito dei residui. Quello che non finisce a terra non deve essere trattenuto. Questo livello è il più efficace ed è quello che viene saltato più spesso.

Livello 2: raccogliere sulla superficie. Routine di spazzamento fisse nei punti rilevanti, attrezzatura adatta, responsabilità documentata. Il granulato sul piazzale non è ancora perso, finché viene raccolto prima che piova.

Livello 3: trattenere allo scarico.Inserti filtranti e sistemi di ritenzione nel cestello sono l’ultimo livello. Agiscono dove tutto converge e raccolgono quello che è sfuggito ai primi due. Nel linguaggio corrente si parla anche di trappola per pellet di plastica; il principio è lo stesso.

Un livello di ritenzione senza i due precedenti funziona, ma costa di più in esercizio: si carica più in fretta e va manutenuto più spesso.

Il regolamento UE 2025/2365, inquadrato con sobrietà

Il regolamento UE 2025/2365 impegna le aziende lungo la filiera della plastica a evitare le perdite di granuli. Interviene su processi, misure e prove documentali, non su singoli prodotti.

È il punto in cui molte descrizioni di prodotto diventano imprecise. Un sistema di ritenzione allo scarico può essere una misura con cui un’azienda affronta una parte dei propri requisiti. Non può però né adempiere agli obblighi né creare conformità, perché entrambe dipendono dal quadro complessivo: dalla progettazione dei processi, dalla documentazione, dalla formazione e dal controllo.

Solida è quindi un’altra affermazione: un sistema di ritenzione è uno stadio tecnico con limiti dichiarati apertamente, che va inserito in un piano aziendale.

Poiché quadro normativo e interpretazioni possono cambiare, la valutazione della propria azienda va affidata a competenze specifiche. Questa guida non sostituisce una consulenza legale.

Operation Clean Sweep e zero pellet loss

Operation Clean Sweep è un programma volontario dell’industria della plastica per prevenire le perdite di granulato. Zero pellet loss descrive l’obiettivo che ne sta alla base.

Entrambi sono impegni volontari con cataloghi di misure, non certificazioni di prodotto. Un’azienda li attua adattando processi, definendo responsabilità e documentando. Le misure tecniche di ritenzione sono un elemento di questo insieme.

Se un fornitore definisce un prodotto « certificato Operation Clean Sweep », vale la pena chiedere. A essere certificati sono aziende e processi, non secchi.

Che cosa può fare uno stadio di ritenzione

Un inserto tessile con 70 micrometri nominali trattiene in modo affidabile granuli e pellet tipici, perché sono nettamente più grandi. Il macinato più fine e le polveri di abrasione sotto il limite attraversano il tessuto.

Con afflusso elevato e filtro carico la capacità di deflusso diminuisce. Per questo a ogni stadio di ritenzione appartengono un ritmo di controllo adatto al carico della superficie e una responsabilità assegnata. Senza questi due elementi la misura diventa un problema di deflusso.

Un avvio praticabile in cinque passi

Mappare i punti di perdita: dove si movimenta, si insacca, si pulisce, si carica?

Rilevare gli scarichi che drenano queste superfici, con forma e misure interne.

Verificare le misure di prevenzione nei punti di perdita, prima di acquistare tecnologia filtrante.

Installare i sistemi di ritenzione negli scarichi rilevanti.

Definire il ritmo di controllo, nominare un responsabile e documentare i controlli.

Il passo 5 è quello che viene dimenticato più spesso ed è quello che incide di più sull’efficacia.

Domande frequenti sulle dispersioni di granulato

Queste domande ci arrivano da aziende di trasformazione della plastica e dalla logistica.

Con i sistemi di ritenzione rispetto il regolamento UE 2025/2365?

Non automaticamente. Il regolamento interviene su misure aziendali, processi e prove documentali. Un sistema di ritenzione può essere una di queste misure.La valutazione della propria azienda va affidata a competenze specifiche.

Quale finezza filtrante ha senso per il granulato?

Il granulato tipico è nell’ordine dei millimetri e viene raccolto con sicurezza da un tessuto da 70 µm. La scelta più fine mira al macinato e alle polveri di abrasione che si formano durante la movimentazione. Tessuti ancora più fini si caricherebbero più in fretta senza portare vantaggi sul materiale principale.

Non basta spazzare?

Spazzare è efficace e dovrebbe essere la prima misura. Non raggiunge però tutto: il materiale nelle fessure, sotto le parti di impianto o in zone poco accessibili resta e viene mobilitato dalla pioggia successiva. Lo stadio di ritenzione allo scarico raccoglie proprio quella quota.

Operation Clean Sweep è una certificazione?

È un programma volontario con catalogo di misure e impegno di autodichiarazione. Possono essere certificati aziende e processi nell’ambito di procedure apposite, non singoli prodotti.

Ogni quanto va controllato un sistema di ritenzione?

Dipende dalla quantità di materiale sulla superficie. Definisca un ritmo stretto nel primo anno di esercizio e ne ricavi un ciclo permanente. Documenti i controlli; per la prova documentale è importante quanto la misura stessa.

Che cosa succede al granulato raccolto?

Lo decide la classificazione aziendale del materiale. Granulato pulito e monomateriale può in certi casi essere riutilizzato; materiale misto e sporco va allo smaltimento o al recupero. Questa valutazione la fa l’azienda.

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